lunedì 21 luglio 2008

EL BUEN RITIRO


Ci mancava Trigoria, l'appuntamento con i giocatori che alla spicciolata raggiungono il Fulvio Bernardini. Ci mancava l'esultanza del tifo che si appassiona a rapinare rapidi scorci di quello o quell'altro atleta che ci faranno sognare durante la stagione di calcio.
Se n'è parlato molto di Roma dopo la fine della stagione passata. I soliti pettegolezzi, le maldicenze, il fumo buttato violentemente dentro gli occhi dei tifosi che si sono trovati smarriti e confusi sul futuro della squadra.

Prima la vendita della società. Poi i rinnovi dei contratti. Poi, ancora, il mercato acquisti sognando nomi improbabili e reagendo criticamente ad altri meno graditi. Ma il calcio business è questo che si ripropone ogni anno per riempire pagine di giornali che, altrimenti, non venderebbero come vorrebbero e di giornalisti che devono pur campare per far riconfermare il contratto con i propri sponsor in quella radio oppure nell'emittente locale. Quindi, tutti sanno tutto e tutti sono ben informati da qualcuno dentro la stanza del potere giallorosso. Ma mai è così e nulla è come vogliono farlo apparire. Fidandomi della dirigenza che in tre anni (era Spalletti) ha ben operato anche se con tutti i limiti del caso, sono certo che la rosa attuale sarà completata per sopperire alle partenze di chi non vestirà più i nostri colori il prossimo anno calcistico. Finora, gli arrivi di Riise, Loria e Arthur, nonchè la proprietà totale di Vucinic ed Esposito, il rinnovo del contratto di DDR, sono da considerarsi delle buone basi sulle quali implementare i nomi mancanti della prossima Roma.
In fondo, abbiamo un gioco ed una nostra identità precisa e basta poco per poterla migliorare con quello che serve al mister.
Roma ai posti di partenza: riapre Trigora, el buen ritiro.

giovedì 12 giugno 2008

CHE ROMA LA PROSSIMA STAGIONE?



Eppure c'è chi grida al miracolo a fare da controaltare a chi parla di serio piano di programmazione aziendale.Il dato di fatto però, è che puntualmente, ogni anno alla fine del campionato, la Roma non è mai tranquillaneppure di godere dei risultati eventualmente ottenuti.VOci, illazioni, cattiverie, chiacchiere da bar dello sport, rumors mediatici appositamente studiadi e diligentementeapplicati da molti media per tirare l'acqua al proprio mulino, si intersecano sconvolgendo la tifoseria giallorossache non ha neppure tempo di godere di nulla.Quest'anno, oltre alla ovvia campagna acquisti cessioni, c'è l'affaire societario: si vende, non si vende, boh! In cui ogniipotesi è buona e tutto ed il suo contrario si parallelizzano in maniera quasi viscerale.Neppure l'Europeo e le sue critiche iniziali generate dalle politiche scelte di Donadoni, è riuscito a distoglierel'attenzione dalla cassa di risonanza sintonizzata sulla Roma.Mancini: va via. Ferrari: partito. Aquilani: forse buono per incassare milioni. De Rossi: deve firmare. Esposito: da restituire al mittente...e così via. Voci che hanno implicato poco signorilmente anche Luciano Spalletti (Chelsea?Milan?) dulcis in fundo.Tutta colpa di noi tifosi creduloni? Eppure siamo professionisti, operai, studenti, gente comune e no: possibileche siamo tutti cretini pronti a buttarci a capofitto sulla prima voce lanciata da chissà chi?Si dice della difficoltà del gruppo Sensi, dove solo la Roma è la società in utile. Posso dire che non sono affarimiei: la famiglia Sensi non mi dà da mangiare e neppure mi chiede soldi. Alla stessa, come tifoso, posso solo cheessere grato per aver salvato la Roma dal fallimento Ciarrapico e da Mezzaroma e di avere, con il tempo, l'impegno esopratutto gli investimenti fatti in passato, aver regalato a noi tifosi delle belle soddisfazioni e qualchevittoria. Se adesso i Sensi fanno ciò che fanno restano solo affari loro ma una cosa voglio denunciare: loscarso rapporto mediatico che hanno con la propria tifoseria che, oltre a leggere i comunicati ufficiali emessiobbligatoriamente pro Consob, null'altro dice di confortante circa le sorti della squadra.La Roma viene da due stagioni straordinarie anche se deve essere valutato il fatto che ha goduto del vantaggio diconfrontarsi -come l'Inter- dopo calciopoli con le grandi penalizzate ma, è passato.Juve, Milan, Fiorentina e la stessa Inter coltivano ambizioni di vertice e si stanno rinforzando alla bisogna e laRoma deve fare altrettando se vuole continuare a proporre un bel calcio che sia anche fruttuoso.Di nomi se ne stanno facendo molti come sempre ma il veto subliminale del quantum da investire e del famoso tettoingaggi, elimina la maggior parte degli stessi.Quale Roma dobbiamo aspettarci quindi?Dobbiamo continuare ad un miracolo sperando nello stellone?Non sempre è domenica e senza giocatori non si può aspirare a molto ma sono cetto che chi deve sapere, già ne èpienamente cosciente.

venerdì 6 giugno 2008

LA ROMA SIAMO NOI: BASTA CON I CAZZARI!


Che dire? Sono, siamo disorientati da quest'ennesima telenovela estiva che implica la nostra squadra, i nostri colori. Dopo la fine dei giochi sportivi sono iniziati (o meglio, continuati ed esplosi) quelli extracalcistici relativi alla supposta cessione della società e tutto quanto ne comporta.
Il titolo impazzito in borsa da modo alla Consob e alla Procura di indagare circa l'ipotesi di aggiotaggio. La società, oltre a stilare con il contagocce i soliti comunicati necessari ed obbligatori essendo quotata in borsa, non esprime alcuna chiarezza verso i propri tifosi che, trepidanti ma anche esausti di un vero e proprio tira e molla mediatico, non sanno più a cosa e a chi credere.
La società, nonostante le cose positive che ha saputo fare in questi anni, denuncia chiaramente un deficit pericoloso circa la comunicazione. Sito internet vecchio e poco attualizzato -per non parlare di Roma channel e tutti i problemi relativi alle vertenze di chi vi opera- evidenziano gap comunicativi che tanto fanno pensare a un minimo interesse da parte del vertice della società verso la propria tifoseria che, invece, abbisogna di essere correttamente aggiornata circa gli sviluppi societari. La mancanza di chiarezza offre, quindi, un viatico per giornalisti cazzari e per gente che cerca di speculare viscidamente per i propri interessi e, a farne le spese, è sempre e solo il tifoso verace che, stordito, viene spesso manipolato come fosse una marionetta.
Personalmente sono stufo di questi cazzari della carta stampata, delle radio, delle televisioni che prendono a pretesto ogni ipotesi -anche la più fantascientifica- per creare inquietudine ed incertezza.
Ma, oggettivamente, qualcuno ha guadagnato molto con i famosi rumors che si sono inanellate in questi ultimi due mesi. La vicenda Soros, la Inner Circle, gli arabi, i faccendieri made in USA...tutto e di più, hanno procurato tangibili utili circa gli investitori delle azioni Roma anche se poi, la società ha limitato a dire che non c'era nulla di vero e di concreto. Dichiarazione che suona falsa come una moneta di 3 euro: ci sono stati contatti con la Inner così come con la Unicredit.
Il problema relativo al gruppo Sensi è chiaro da tempo e, seppur alienando già asset delle società, il piano debitorio è a forte rischio e la soluzione sarà determinata solo il 30 di questo mese con l'approvazione o meno, sia del piano di rientro che con il bilancio. Il problema è che negli asset dei Sensi risulta esserci anche la società Roma calcio che, indiscutibilmente, dovrà essere venduta in un modo o nell'altro. Ma non perchè i Sensi (che pur vorrebbero per affetto ma anche per interessi) mantenersi questo gioiello (quasi 20 mln di euro di utile) bensì perchè, vendendolo, la Unicredit rientrerebbe di parte della sua esposizione creditizia nei confronti della indebitata Italpetroli.
A questo punto il problema di noi tifosi non è tanto la questione finanziaria della famiglia proprietaria del pacchetto di maggioranza della società, bensì quale sarà il futuro della stessa e quali piani di gestione per l'immediato futuro ci sono.
Nodi da sciogliere in primis (riscatto di Vucinic, rinnovi contrattuali per De Rossi, Aquilani ect, cessioni di Mancini ed altri) ma anche quale campagna acquisti ci aspetta anche se, il duo Pradè-Conti ha fatto, finora, miracoli con la poca disponibilità messa loro a disposizione dalla società.
Eliminato anche l'ultimo rumor che voleva Spalletti in Inghilterra, pensiamo che la società, al momento rappresentata dall'ad Rosella Sensi debba essere chiara con i tifosi giallorossi, emanando un chiaro comunicato che dica quello che la società ha programmato di fare. E' un problema di rispetto verso tutti coloro che hanno assicurato, assicurano ed assicureranno, lealtà tifo e soldi a questi coloro e, che soventemente, ciò significa rinunce e sacrifici in nome di una maglia che amano e onorano da sempre.
Reputo sia corretto -anche se tardivo- un gesto del genere per dare precise indicazioni, per dire cosa poter aspirare e, per denunciare tutti i cazzari che nel piatto Roma ci hanno mangiato.
Noi siamo degni di questo rispetto e lo esigiamo.

sabato 24 maggio 2008

ROMA COPPA N° 9: I CAMPIONI SIAMO NOI




Siamo noi i campioni d'Italia.

Non per il tricolore, assegnato e comprato già da sempre da patron dell'Inter, anche se lo stesso ha tremato fino a 40' dalla fine del campionato orami terminato.

Ma siamo noi non solo per aver vinto la 9° Coppa Italia (raggiungendo la Rubentus) ma per aver demolito le certezze dei nerazzurri che pensavano di scendere all'Olimpico per fare una soiree d'onore.
Il testaccino Mexes, invece, ha demolito questo sogno targato Milano con una rete spettacolare degna del miglior attaccante che la Roma non ha mai avuto.
Raddoppio meritato siglato SuperSimo che, prima di andare agli Europei, si è tolto la soddisfazione di una rete decisiva che ha messo al sicuro il risultato che, a parte una rete di Pelè estratta da un cilindro magico, nulla o poco è riuscita a fare contro la determinazione dei gladiatori di una stagione intera.

La felicità della premiazione e del subito dopo, ha evidenziato molte cose sulle quali ragionare a freddo ma dalle quali sono emerse delle indicazioni istintive.

Innanzitutto la Coppa Italia, per dirla alla Spalletti, non è una coppetta insignificante. In seconda battuta, tutta la squadra (inclusi i partenti) hanno dimostrato di tenere alla maglia giallorossa (penso ad esempio alla gioia di Esposito e Ferrari) e di rispettare il pubblico dei tifosi. Infine, pare che sia stato sancito il cambio al timone della società, con una Rosella Sensi raggiante soprattutto per suo padre, il presidente Franco, al quale pare aver regalata questa ultima soddisfazione prima della cessione della Roma.

Probabilmente nella prossima settimana avremo notizie più circostanziate e le novità che tutti i tifosi si aspettano per vedere al vertice della società, un imprenditore che ha possibilità economiche e nuove idee per la Roma a livello globale, probabilmente verranno alla resa dei conti.

Se sarà così, benvenuto al magnate Soros ma totale rispetto e riconoscenza per una famiglia che, dal 1993 ha saputo gestire alla meglio, questa squadra, questa città e i suoi tifosi regalando scudetto e coppe e gioco che, a livello qualitativo, è stato senza dubbio il migliore espresso in Italia e, in certi momenti, anche in Europa.

La stagione, quindi, termina così come era iniziata e cioè con la conquistata meritata sul campo di un trofeo, in questo caso tra le mura amiche dell'Olimpico e già sono certi due impegni: la Champions League passando per la porta principale e la sfida contro l'Inter della Supercoppa italiana che a settembre vedrà davanti i due schieramenti molto sicuramente ognuno con le sue novità.

Ancora un grazie a questi ragazzi che ci hanno regalato un piccolo grande sogno e, soprattutto, una sportiva vendetta contro chi, immeritatamente, ci ha rubato il tricolore.

Ma, l'appuntamento è solo rimandato al prossimo anno...

domenica 18 maggio 2008

NUN ME SVEJATE


E' un sogno.

A poche ore dall'assegnazione del tricolore contro l'Inter che si batterà, come noi, con una squadra che lotta per la savezza.

Nun me svejate.

Roma è tutt'un foco e se consumeno li riti de la scaramanzia.

Chi c'ha er posto pè vedè la partita in santa pace; chi co le birre; chi preganno; chi idolatranno er campione der core...chi parla, chi se sta zitto.

Tutti in questa granne città se move en punta de piedi per no fasse sgamà.

Le radio parleno, manneno li cori, le canzoni più gajarde che ce ricordeno li momenti magggici de sta Roma nostra, gajarda e tosta.

Chi s'affida ar Padreterno, chi semplicemente all'inferno (pè l'interisti), e tutti, tutti insieme

stamo a pregà che succede.

Un miracolo Madonnina, un miracolo solo.

Vedè n'antra vorta sta città esurtà felice. Riempì piazze, vie e viali, stretti nell'unico amore,

quello giallorosso che stavorta sarebbe più grosso, dell'urtimo colore che c'ha preso ar core.

L'artra volta -nun era mistero- c'era si er phatos quello vero, ma lo sapevamo da tempo

che quel tricolore ce sarebbe stato cucito ner petto.

Mò no: nun era cussì.

Nun ce speravamo proprio più, vedenno i nerazzurri sempre più su.

E invece...amo sperato! amo sognato! amo pregato e bestemmiato.

E li nostri giocatori, belli come er sole, c'hanno rigalato sto momento tanto agognato.

Certo...nun dipenne solo da loro ma l'arti, li brutti, stanno a morì de paura...in du parole se stanno a cagà sotto mentre noi, nun c'avemo ch'esse felici e contenti...e ridenti sognà de arrivà a na cosa inaspettata...

Nun me svejate ancora...

Chiamateme solo si davvero, nel giallorosso delle nostre maje, delle nostre bandiere e striscioni,

c'è sta un tricolore cucito quest'oggi.

Sennò, lassateme dormì...che st'attesa sia dorce pè tutti...

domenica 11 maggio 2008

ANCORA NON CI CREDO!


Quello che neppure i più ingenui ottimisti speravano si è avverato: la Roma vince all'Olimpico contro la Delneriana Atalanta mentre il Siena riesce a pareggiare 2-2 a San Siro mentre ilpopolo nerazzurro pensava già di festeggiare lo scudetto alla penultima giornata.

Un punto ed una partita ancora, ci divide dall'Inter che, ora più che mai, si sente più che pressata dalla nostra presenza.

Questo poteva già dirsi un campionato chiuso, sia per i troppi errori di disattenzione della Roma che, a volte, non è stata cinica e sia per gli aiuti dall'alto concessi alla squadra di Moratti. Ma la magica ci ha sempre creduto ed ha continuato la propria strada senza volersi fermare.

A 90' dal termine di un campionato emozionante, tutto si giocherà al Massimino contro il Catania e al Tardini contro il Parma. Saranno partite vere per tutti e quello che dispiace è a non essere a pari punti con i nerazzurri ma grande è la speranza e la trepidazione che i cuori giallorossi stanno vivendo e vivranno per tutta la settimana entrante.

No parlerò della partita appena conclusa se non per segnalare un ragazzino dal nome Panucci che, ancora una volta, ha dimostrato classe, eleganza, doti atletiche e qualità umane.

La nota stonata è stato vedere un Olimpico scarsamente riempito da tutto quel popolo giallorosso che forse, in questa maniera, ha inteso protestare contro la gestione Sensi circa l'affare Soros.

In democrazia tutto è lecito se resta dentro le regole e, anche se personalmente non concordo con questo sciopero del tifo, tuttavia lo accetto come dimostrazione di una parte della piazza romana e romanista.

Ma adesso, per favore, non svegliatemi...voglio ancora sognare.

giovedì 8 maggio 2008

SFIDA INFINITA


Tra campionati e coppe varie, continua la sfida contro i nerazzurri.

L'Inter pare aver sostituito la Juve -storica nemica degli anni '80- in questi anni 2000. Come da copione la squadra milanese approda alla finale di questa Coppa Italia ed incontrerà proprio la Roma che a Catania, con una squadra più che rimeneggiata, si è guadagnata l'ennesima sfida.

Partita, quella al Massimino, che è stata noiosa ma ha anche confermato la buona presenza del giovane Antunes (sarebbe il caso di sfruttarlo un pò di più) e la solita bocciatura dell'ex enfant prodige di nome Esposito, il quale ha dimostrato di essere troppo fragile per combattere le difficoltà morali di chi fa panchina e, quando chiamato all'appello, sempre delude le aspettative.

Tifosi della magica contenti?

Forse no. Le troppe voci del cambio di gestione societaria hanno influenzato la piazza romanista che da tutto per scontato (incluso questo traguardo 'minore') e che si appresta a vivere un'altra settimana di passione in attesa di veder realizzato il sogno chiamato Soros.

Quarta finale consecutiva da parte della Roma che premia una stagione che, probabilmente, terminerà domenica prossima laddove non battesse l'Atalanta nell'ultima partita all'Olimpico e l'Inter vincesse contro il già salvo Siena.

Resterà un inamovibile secondo posto -per il secondo anno consecutivo- ma con meno differenza punti rispetto a quello del campionato scorso, il sicuro accesso alla Champions del prossimo anno, e questa finale che potrebbe portare il trofeo di Coppa Italia che non deve essere preso come contentino.
Tutti all'Olimpico a salutare i campioni giallorossi domenica e, magari, salutare un miracolo chiamato Siena.