mercoledì 2 settembre 2009

CIAO SPALLETTI, BENVENUTO RANIERI!

CAPITOLO CHIUSO MA CANTIERE APERTO.


Se n'è andato. Com'era giusto che fosse e come, si cercava. Era nell'aria da quella gita a Parigi dove un Ancelotti malandrino aveva fatto 'tana' al toscanaccio con la pelata. Lucianone cercava stimoli che non aveva e che questa ipocrita dirigenza e proprietà non poteva garantirgli più! Possiamo, alla luce del suo escursus da allenatore, essergli grato per aver regalato alla Roma qualche trofeo e tre anni di un buon gioco ma anche la Roma lo ha aiutato ad emergere dalla provinciale Udine, accogliendolo e cullandolo come signor allenatore. Poi, la scomparsa del presidente, i problemi finanziari e quanto sappiamo bene, lo hanno messo in una condizione a volte contrastante: da una parte, solido aziendalista (d'altronde il suo emolumento lo faceva l'allenatore italiano più pagato della serie A), dall'altra, un irrequieto grillo parlante (quello degli ultimi tempi) che denunciava di dover 'navigare a vista' per la coperta troppo corta della quale, la proprietà l'aveva munito. Se a questo si unisce il classico contrasto dello spogliatoio di parte della squadra, si trova la quadratura del cerchio.
La mancata e fallimentare campagna acquisti e l'inizio fallimentare della stagione, ha provocato in un ambiente già deluso dai famosi rumors di un ventilato cambio di proprietà, uno stato di cose per le quali era necessario imprimere una svolta decisa a questa Roma. Svolta che Luciano Spalletti ha provocato presentando le dimissioni. E' facile pensare che ci sarà una verità di facciata e una verità vera e che mai la verremo a sapere.
La Roma ha volta pagina. Una brutta pagina fatta di silenzi ed incompetenze societarie rese ancora più evidenti da campagne acquisti pretenziose e sbagliate. Forse Spalletti ha sbagliato a non alzare la voce quando era in tempo per farlo e, al di là dell'aspetto umano che possa dispiacere o meno il suo abbandono, di certo è che anche lui è rimasto coinvolto da un lauto emolumento che ne tacitava la coscienza. Si dice che adesso Spalletti abbia rinunciato al suo contratto perdendo 4 milioni netti per i due anni ch eancora lo legavano alla società, ma che abbia preteso che la Roma mantenesse in essere i contratti dei suoi collaboratori: se così è stato, sicuramente è stato un gesto più che signorile sbattuto in faccia ad una società meschina e pezzente quale quella amministrata dalla dottoressa Sensi che, ha tutte le colpe di questo mondo se sta dove si trova. La Roma è stata male amministrata: e se i bilanci la fanno una società in utile d'esercizio, conta davvero poco per il tifoso che si trova sballottato tra voci e bugie, silenzi ed illusioni e va allo stadio a vedere una squadra incompleta e vecchia; resa ancora più irritante da gente che non ha rispetto per il proprio lavoro. Abbiamo più volte detto che se la Roma doveva ridimensionarsi per produrre un nuovo progetto, avrebbe dovuto farlo ma rinunciando chiaramente a TUTTI i suoi campioni (o supposti tali) e cedendoli per fare cassa, puntando di conseguenza tutto sui giovani e parlando chiaro ai tifosi. Sarebbe bastata chiarezza e coerenza ma è evidente che queste due doti non appartengono a chi della società ne governa timone e finanze. Facile stare zitti e tirare a campare per arrivare al punto di continuare a vivere con la Roma...tanto, prima o poi lo stadio si farà e, quindi, entreranno altri soldi per pagare debiti contratti.
Ma se noi tifosi, volgiamo lo sguardo al solo gioco, dobbiamo avere fiducia in un tecnico romano e romanista che deve portare stimoli nuovi e vivi che sostituiscono quelli oramai stantii che aveva Spalletti. Ranieri entrerà in un contesto per lui nuovo dove tutti -almeno in teoria- saranno uguali. E' un reset generale quello che si appresta vivere Trigoria e, chissà che non sia quello giusto per raddrizzare la situazione. Ciò non toglie il fatto che la Roma resta con l'organico di base e con uomini contati. Ma questa è un'altra storia. A Ranieri, auguriamo buon lavoro e a Luciano Spalletti, un grazie per le cose belle che ha fatto e un in bocca al lupo per il suo futuro.A noi, la speranza di leggere giornate migliori.

domenica 30 agosto 2009

CHI PAGA?




Ci piacerebbe sapere chi paga, cioè chi è il responsabile.
La Roma prende uno schiaffone per 3 a 1 da una Juventus scesa all'Olimpico per fare bottino pieno. Non ci va di commentare nello specifico la partita ma, vogliamo iniziare a puntare il dito.
E' da essere preoccupati e seriamente per questa squadra che scende in campo priva di idee e di stimoli. Una partita di cartello che è una classica, insieme a una voglia di riscatto, dovrebbe creare e mantenere stimoli per tutti i 90' dell'incontro. Invece questa Roma, non ha gioco e -crediamo- rispetta in pieno l'abulia di uno spento Spalletti che, sicuramente, non ha molto più da dire a questa città.
I segnali si erano visti sia in Slovacchia dove, pur vincendo per 3 a 1 ci siamo fatti pareggiare che a Genova nella prima di campionato. La Roma non solo è pietosamente incompleta nei ranghi, ma appare svuotata anche di quei tecnicismi che, i primi anni dell'era spallettiana, ci avevano regalato un gioco veloce e brillante. Ora la squadra è la bruttissima copia di quello che fu e, la lunga mano della proprietà che non si interessa se non per questioni di soldi alla squadra, ha compiuto l'opera.
Il mercato delle figurine sappiamo come è andato: la squadra aveva bisogno di giocatori che non sono arrivati e, semmai, se ne sono andati (Panucci, Diamoutene, Loria, Aquilani ect), e chi è restato ha un anno in più. E chi si era illuso sull'esplosione del francesino triste Menez, si può ricredere: resta un giocatore che spesso si incarta da se con inutili dribbling. Oggi è bastata una Cassettata a centro campo a far decollare la Juve e neppure il pareggio orgoglioso di Daniele De Rossi, ha potuto bloccare la frana che stava crollando sopra la squadra. La Roma meriterebbe ben altri scenari. Ma possiamo anche capire le difficoltà della proprietà se questa fosse onesta con i tifosi. Al contrario, i Sensi ci raccontano ancora che la Roma ha un progetto, un allenatore, un gioco. Noi, sinceramente non vediamo nessuna di queste cose. La verità è che la Roma dovrebbe cambiare di mano: proprietà, dirigenza e un gran numero di giocatori che oramai hanno fatto il loro tempo.
Se si puntasse coraggiosamente sui giovani, si metta un allenatore caparbio, si togliessero le cariatidi della dirigenza ad iniziare da Pradè, si cedessero i giocatori che sono emotivamene stanchi (Taddei, Tonetto, Artur, Cassetti, Perrotta...tanto per citarne alcuni), allora si che si potrebbe parlare di progetto. Un progetto come una squadra provinciale (il Chievo degli anni d'oro?) ma i tifosi saprebbero cosa attendersi come risultati. Invece, la Sensi ancora ci (si?) illude del fatto che siamo una grande squadra e che meritiamo grandi risultati. Con chi? Con i giocatori che ha venduto e con quelli che non compra? Oppure con un tecnico che ha smarrito la voglia di allenare e resta solo per un lauto stipendio e perchè non lo cerca nessuno?
Vogliamo conoscere a chi addossare le responsabilità di questo inizio catastrofico di stagione. E teniamo presente che non sempre Totti incontrerà il Kosice...

giovedì 27 agosto 2009

EUROPA LEAGUE

AFFONDATO IL KOSICE

Un 7 a 1 senza replica è stato il punteggio con il quale la Roma ha regolato la squadra slovacca, passando i preliminari della Europa League.
Partità che già al 18 vedeva i giallorossi essere sul 5 a 0 e tranquilli di sapere il proseguo dell'incontro, solo un allenamento in previsione della seconda di campionato contro la Juve.
Giallorossi che hanno visto le apparizioni di Juan e Vucinic nel secondo tempo, che confortano non poco la tifoseria tutta. Al di là dell'esito dell'incontro che non è mai stato messo in discussione, il banco è stato tenuto in questi giorni, dalle dichiarazioni secche di Spalletti che senza perifrasi ha detto che la società non può mettersi sul mercato perchè non ci sono soldi. Sicuramente in questi ultimo giorni, Pradè starà sondando tutte le strade per vendere J.Baptista che, prudentemente non schierato in Europa proprio per salvaguardarlo da un eventuale interesse di squadre che ne abbisognano in Champions, pare essere l'unico papabile per portare a Villa Pacella quei soldi che tanto occorrono. Ma l'interesse dell'Inter pare essere totalmente scemato (se qualcuno ci contava sopra) e si aspettano rarefatti segnali da oltre Manica. Vero che di soldi ne girano pochi quest'anno e non solo a Roma ma pur vero è, che la nostra squadra è incompleta, soprattutto nel ruolo di portiere (Artur decisamente inaffidabile) e di centravanti di peso (sfumate anche le esotiche piste russe) e che di conseguenza, la coperta trigoriana sarà inevitabilmente troppo corta in certi momenti.
Una breve annotazione circa Spalletti. La regia televisiva lo ha spesso inquadrato e, anche con il risultato più che acquisito, ci è parso di vedere un uomo decisamente assente e totalmente spento. Siamo sicuri che Lucianone sia ancora così stimolato ad allenare la sua squadra? E siamo certi che i giocatori lo seguano sempre?
Ci è piaciuto Faty che, dall'alto del suo metro e novanta, ha sbrigato il suo compito a centrocampo con sicurezza e precisione e davvero non capiamo perchè non possa venire impiegato più spesso. Ovvio che oggi, di fronte alla pochezza degli avversari, tutti hanno giganteggiato...ma sul francesino di colore, potremmo anche puntare qualcosa in più di una semplice impressione di circostanza. Certo che se Spalletti avesse sempre il coraggio di 'osare' anche la linea verde, possiamo affermare che Cerci non ha fatto piangere il brasiliano Taddei.
Domani, assegnazione delle avversarie di girone della Roma e sapremo contro chi dovremo vincere per seguire il sogno europeo ma, intanto, domenica pomeriggio c'è la vecchia signora ed è il caso di stare concentrati per recuperare lo scivolone di Marassi.

martedì 25 agosto 2009

SE CI PIACE SOFFRIRE: STAMOSE ZITTI!


Se valesse ancora la romana ironia di denuncia del sor Pasquino nostro, chissà quanti cartelli appesi avremmo potuto leggere ogni mattina, ai piedi della storica statua.Il fatto è che tra le altre cose, si è perduta anche la fantasia romana. Il caldo, per certi versi complice, non è l'unico artefice di questa abulia che ha colpito il tifo romanista, bensì è proprio l'abbattimento quotidiano che il tifoso subisce da un anno in quà, ad averci abbruttito a tal punto che ci va bene proprio tutto. E quando dico tutto, lo intendo al 100%.Ci è stato bene che la società Roma, vendesse Aquilani (romano e romanista e fresco di rinnovo contrattuale) nonostante il tanto decantato 'progetto Roma'. Il centrocampista di Montesacro, è emigrato in cambio di 20/23 milioni di euro, necessari alla autofinanziante società Roma, per continuare a vivere. Ci è stato bene l'arrivo di un giocatore mediocre come Guberti: uno che ha fatto una stagione interessante in una squadra di provincia e che è venuto all'ombra del Colosseo a costo zero.Ci è stato più che bene che la Roma rinunciasse ad un giocatore d'esperienza come Panucci che, pur di rinnovarsi il contratto, si sarebbe ridotto l'ingaggio. Ma non rientrava più nelle simpatie dell'allenatore.Ci è stato bene, vivere per mesi con la spada di Damocle del 'vendo-o-non-vendo' da parte della proprieta Sensi che, ha cercato ogni strada per ingolfare l'iter di Unicredit di rientrare del forte credito goduto nei confronti di Italpetroli. E per fare questo, la sora Rosella, ha smosso amicizie altolocale andando in pellegrinaggio da Letta, Galliani, Alemanno...D'altronde si sa, se la Roma con questa proprietà resiste, presto potrà contare sulla costruzione dello stadio che significa soldi, soldi e soldi (ma per la proprietà, mica per la squadra).Ci è stato bene vedere Spalletti col sorcio in bocca tornare lo scorso anno da Parigi a mani vuote per poi, ahilui, rimettersi seduto sulla panca della Roma, disitimato da società (obtorto collo) e parte dei giocatori che hanno iniziato a reputarlo inaffidabile. Ed ancora ci sta bene, pur sapendo che se da una parte è sempre stato aziendalista, adesso inizia a sputare sul piatto dove riccamente mangia e, non garantisce alcunchè [i]'navigando a vista' [/i]come lui afferma. E, per altro, non azzeccando il cambio tra moduli sperimentati, sperimentali, sperimentosi che costringono la squadra a cercare una quadratura di un cerchio che non c'è.Ci sta bene stare con una comunicazione da parte della società che definirla tale, è più che un eufemismo: una offesa! A parte comunicati laconici emessi solo per tacitare la Consob, la Roma dimostra di non avere alcuna strategia comunicativa con i propri tifosi e con i media. Anzi: uno tra i più orrendi e vuoti siti web è proprio quello targato Roma e, circa il canale tv satellitare è meglio stendere un velo pietoso. I tifosi, poi, non sono affatto presi in considerazione...il che è tutto dire.Ci sta bene che dobbiamo sperare in campagne acquisti dove i nomi più altosonanti sono quelli di vecchie glorie che magari in anni precedenti non hanno scelto di venire a Roma e che ora, data l'età, vogliono svernare a Villa arzilla Trigoria. E ci mordiamo anche le mani se certa gente poi, finisce in altre squadre.Ci sta bene che ci siano un responsabile mercato che non abbia la vista più lunga del suo naso e, da sempre a parte qualche botta di fortuna che si conta sulle dita di una mano, abbia sempre strapagato per comprare e svenduto quando ha ceduto giocatori.Ci sta anche bene che un simbolo di Roma, tal Bruno Conti, venga invischiato in questioni societarie ove sarebbe meglio che prendesse le distanze. Non sappiamo se per tanto amore, oppure per stupidità ma una bandiera come Bruno, da tempo avrebbe già dovuto andarsene per non essere immischiato con vicende tristi di mal gestione.Ci sta bene che una società senza nerbo come quella della Roma, accetti supinamente torti arbitrali che inquinano i risultati (due anni fa ci costarono uno scudetto) e che non combatta contro le speculazioni che non sempre possono essere in buonafede. Società che si inchina a potenze calcistiche come Inter, Milan e Juve, senza neppure avere dei minini riscontri come vassalla e che, al contrario, continua ad essere vituperata dalla FICG e dall'AIA.
Se tutto questo ci sta bene, può significare solo che siamo masochisti e che ci piace soffrire. Allora, invece di alzare un pochetto la testa, stamose zitti e mangiamo la minestra che ci viene propinata volta per volta.Se invece, vogliamo essere romanisti con le palle, iniziamo a far valere i nostri diritti e la nostra voce. I sistemi, anche se pochi, ci sono: iniziando a non andare allo stadio; facendo lo sciopero del tifo; non comprando merchendasing; mandando mail di protesta; disdicendo Roma Channel. Tutti sistemi civili per far capire alla attuale proprietà che questo andazzo proprio non ci piace e che è giunto il momento che se ne renda conto.La Roma è patrimonio del suo tifo e non di alcuna proprietà che, sempre di passaggio sarà.

domenica 23 agosto 2009

GENOA 3 ROMA 2: DOBBIAMO ABITUARCI A SOFFRIRE COSI'!


Prima di campionato contro un Genoa avvelenato come lo scorso anno e pompato dall'antipatico Gasperini. La Roma si presenta con una formazione works on progress che presenta l'interista in prestito Burdisso, il quasi partente Andreolli, e le solite incertezze e certezze che abbiamo visto in questo inizio di stagione.
Dal 1993 la Roma non perdeva la prima di campionato e, questa domenica, i giallorossi hanno aggiornato questo negativo score, dal momento che hanno perso per 3 a 2.
Giallorossi che sono scesi in campo confusi e con le idee poco chiare ma che hanno visto nel francesino Menez, il campioncino che si aspettava dallo scorso anno. Infatti, il transalpino dallo sguardo triste ha fatto il suo, dribblando, saltando l'uomo, portando scompiglio nella difesa avversaria e anche avrebbe fatto espellere un avversario per fallo da ultimo uomo se l'arbitro, avesse semplicemente seguito il regolamento anzichè limitarsi ad esibire solo il cartellino giallo.
A fianco di Menez, il solito Totti (per il gol e per alcune giocate) ma che 'solito' non è stato. Alcune sbavature, molti ritardi che hanno favorito il recupero degli avversari nonchè, imbambolamenti vari che si sono potuti registrare nel corso dei 90'.
Interessante (ma si sa che gli argentini in questo sono tutti affidabili) anche l'inserimento a freddo di Burdisso che può essere il giocatore che mancava.
Nonostante il nuovo arrivato, la Roma ha preso altre tre reti di cui due da calci piazzati e questo è sintomo evidente del malassere che regna in difesa.
Si, la squadra dopo essere passata in svantaggio ha saputo radddrizzare la partita con la rete di un evanescente Taddei e poi, addirittura andare in vantaggio con il gol deviazione di Totti. Ma poi ha subito la rimonta e la sconfitta in un campo ostico come Marassi. Tuttavia registriamo che la Roma pare la bella incompiuta iniziando dal suo allenatore che -sarà nostra impressione- da quando è tornato a mani vuote da Parigi, pare proprio aver perduto tutti gli stimoli giallorossi che lo avevano portato sulla cresta dell'onda confermando le vicende di quel di Udine. E se lo scorso anno, vuoi per gli infortuni che per altro, Spalletti aveva una sorta di giustificazione sabbatica, questa stagione ha dalla sua la incompletezza della rosa (a gran voce reclama un centravanti di peso ed eventualmente un altro difensore se andrà via Andreolli) e, tanto per mettere le mani avanti, ha già annunciato alla stampa che quest'anno, navigherà a vista. Buon sistema per significare che lui, non sarà comunque il colpevole se le cose andranno male perchè, checchè ne dica Mourinho, l'organico giallorosso non è affidabile.
Vero è che è presto per stilare un'analisi ma se possiamo essere avvocati del diavolo possiamo dire che:
Totti è un grande ma in odore di pensione; Artur non è un portiere di prima fascia; il tanto declamato Guberti poteva andar bene in una provinciale; Andreolli è meglio se andrà a maturare fuori; Mexes sarà il solito nevrastenico che alternerà cose buone ad altre negative; Juan giocherà poco e si tutelerà solo per essere il capitano della Selecao; Brighi si è montato la testa; Pizzaro e De Rossi saranno i fari che si spegneranno ed accenderanno a fasi alterne...e si potrebbe continuare con Doni, Cicinho, Cassetti, Tonetto e tutta la rosa.
Dobbiamo iniziare ad abituarci a perdere. E malamente.Ci illuderemo di vincere e poi, le prenderemo a destra e a sinistra.
Domenica c'è la Juve: per le scommesse chiedere alla sora Rosella.

sabato 22 agosto 2009

BUON CAMPIONATO ROMA


Non ci sono gli auspici teoricamente validi per pensarlo ma BUON CAMPIONATO ROMA

lo devo proprio augurare.

La squadra è incompleta ed è frutto di una società per certi versi inesistente ed egoista che, finora, ha fatto solo quello che serviva per tutelare i soli interessi della società.

Sappiamo bene che abbiamo orizzonti limitati e che il campionato non è tra le nostre priorità. Magari la Europa League (se saremo determinati e cinici) e, forse, un'altra coppetta Italia...ma di tricolore proprio non se ne deve parlare neppure alla lontana. Troppo il distacco tra altre squadre e noi che, a poche ore dall'inizio del campionato, ancora non sappiamo chi giocherà definitivamente. Andrà via uno o più giocatori? E quanti e chi arriveranno?
Nessuna certezza o, per meglio dire, la certezza che nulla è scontato.

Ma a noi tifosi, ce rimabalza tutto! E che ce frega? Andiamo, tifiamo con passione, ci avveleniamo pe sti du colori che sono bellissimi...e quanto ci costa sognare? Una volta era lo scudetto o er trukke trukke. E adesso?

Importante sarà comunque sempre terminare prima de li burini....

giovedì 20 agosto 2009

RICOMINCIAMO


Un anno di assenza dal blog e forse è stato meglio così.

La Roma della scorsa stagione è stata foriera di tristezze, nervosismi, disillusioni. E tanto ci è bastato che non vogliamo che si ripeta la storia. Abbiamo assistito anche quest'anno alla telenovela della compravendita della società e sappiamo bene come è andata a finire.

Le cose oscure ce ne sono.

Le chiacchiere pure.

Adesso capitolo chiuso e ripartiamo!


FORZA ROMA!


lunedì 21 luglio 2008

EL BUEN RITIRO


Ci mancava Trigoria, l'appuntamento con i giocatori che alla spicciolata raggiungono il Fulvio Bernardini. Ci mancava l'esultanza del tifo che si appassiona a rapinare rapidi scorci di quello o quell'altro atleta che ci faranno sognare durante la stagione di calcio.
Se n'è parlato molto di Roma dopo la fine della stagione passata. I soliti pettegolezzi, le maldicenze, il fumo buttato violentemente dentro gli occhi dei tifosi che si sono trovati smarriti e confusi sul futuro della squadra.

Prima la vendita della società. Poi i rinnovi dei contratti. Poi, ancora, il mercato acquisti sognando nomi improbabili e reagendo criticamente ad altri meno graditi. Ma il calcio business è questo che si ripropone ogni anno per riempire pagine di giornali che, altrimenti, non venderebbero come vorrebbero e di giornalisti che devono pur campare per far riconfermare il contratto con i propri sponsor in quella radio oppure nell'emittente locale. Quindi, tutti sanno tutto e tutti sono ben informati da qualcuno dentro la stanza del potere giallorosso. Ma mai è così e nulla è come vogliono farlo apparire. Fidandomi della dirigenza che in tre anni (era Spalletti) ha ben operato anche se con tutti i limiti del caso, sono certo che la rosa attuale sarà completata per sopperire alle partenze di chi non vestirà più i nostri colori il prossimo anno calcistico. Finora, gli arrivi di Riise, Loria e Arthur, nonchè la proprietà totale di Vucinic ed Esposito, il rinnovo del contratto di DDR, sono da considerarsi delle buone basi sulle quali implementare i nomi mancanti della prossima Roma.
In fondo, abbiamo un gioco ed una nostra identità precisa e basta poco per poterla migliorare con quello che serve al mister.
Roma ai posti di partenza: riapre Trigora, el buen ritiro.

giovedì 12 giugno 2008

CHE ROMA LA PROSSIMA STAGIONE?



Eppure c'è chi grida al miracolo a fare da controaltare a chi parla di serio piano di programmazione aziendale.Il dato di fatto però, è che puntualmente, ogni anno alla fine del campionato, la Roma non è mai tranquillaneppure di godere dei risultati eventualmente ottenuti.VOci, illazioni, cattiverie, chiacchiere da bar dello sport, rumors mediatici appositamente studiadi e diligentementeapplicati da molti media per tirare l'acqua al proprio mulino, si intersecano sconvolgendo la tifoseria giallorossache non ha neppure tempo di godere di nulla.Quest'anno, oltre alla ovvia campagna acquisti cessioni, c'è l'affaire societario: si vende, non si vende, boh! In cui ogniipotesi è buona e tutto ed il suo contrario si parallelizzano in maniera quasi viscerale.Neppure l'Europeo e le sue critiche iniziali generate dalle politiche scelte di Donadoni, è riuscito a distoglierel'attenzione dalla cassa di risonanza sintonizzata sulla Roma.Mancini: va via. Ferrari: partito. Aquilani: forse buono per incassare milioni. De Rossi: deve firmare. Esposito: da restituire al mittente...e così via. Voci che hanno implicato poco signorilmente anche Luciano Spalletti (Chelsea?Milan?) dulcis in fundo.Tutta colpa di noi tifosi creduloni? Eppure siamo professionisti, operai, studenti, gente comune e no: possibileche siamo tutti cretini pronti a buttarci a capofitto sulla prima voce lanciata da chissà chi?Si dice della difficoltà del gruppo Sensi, dove solo la Roma è la società in utile. Posso dire che non sono affarimiei: la famiglia Sensi non mi dà da mangiare e neppure mi chiede soldi. Alla stessa, come tifoso, posso solo cheessere grato per aver salvato la Roma dal fallimento Ciarrapico e da Mezzaroma e di avere, con il tempo, l'impegno esopratutto gli investimenti fatti in passato, aver regalato a noi tifosi delle belle soddisfazioni e qualchevittoria. Se adesso i Sensi fanno ciò che fanno restano solo affari loro ma una cosa voglio denunciare: loscarso rapporto mediatico che hanno con la propria tifoseria che, oltre a leggere i comunicati ufficiali emessiobbligatoriamente pro Consob, null'altro dice di confortante circa le sorti della squadra.La Roma viene da due stagioni straordinarie anche se deve essere valutato il fatto che ha goduto del vantaggio diconfrontarsi -come l'Inter- dopo calciopoli con le grandi penalizzate ma, è passato.Juve, Milan, Fiorentina e la stessa Inter coltivano ambizioni di vertice e si stanno rinforzando alla bisogna e laRoma deve fare altrettando se vuole continuare a proporre un bel calcio che sia anche fruttuoso.Di nomi se ne stanno facendo molti come sempre ma il veto subliminale del quantum da investire e del famoso tettoingaggi, elimina la maggior parte degli stessi.Quale Roma dobbiamo aspettarci quindi?Dobbiamo continuare ad un miracolo sperando nello stellone?Non sempre è domenica e senza giocatori non si può aspirare a molto ma sono cetto che chi deve sapere, già ne èpienamente cosciente.

venerdì 6 giugno 2008

LA ROMA SIAMO NOI: BASTA CON I CAZZARI!


Che dire? Sono, siamo disorientati da quest'ennesima telenovela estiva che implica la nostra squadra, i nostri colori. Dopo la fine dei giochi sportivi sono iniziati (o meglio, continuati ed esplosi) quelli extracalcistici relativi alla supposta cessione della società e tutto quanto ne comporta.
Il titolo impazzito in borsa da modo alla Consob e alla Procura di indagare circa l'ipotesi di aggiotaggio. La società, oltre a stilare con il contagocce i soliti comunicati necessari ed obbligatori essendo quotata in borsa, non esprime alcuna chiarezza verso i propri tifosi che, trepidanti ma anche esausti di un vero e proprio tira e molla mediatico, non sanno più a cosa e a chi credere.
La società, nonostante le cose positive che ha saputo fare in questi anni, denuncia chiaramente un deficit pericoloso circa la comunicazione. Sito internet vecchio e poco attualizzato -per non parlare di Roma channel e tutti i problemi relativi alle vertenze di chi vi opera- evidenziano gap comunicativi che tanto fanno pensare a un minimo interesse da parte del vertice della società verso la propria tifoseria che, invece, abbisogna di essere correttamente aggiornata circa gli sviluppi societari. La mancanza di chiarezza offre, quindi, un viatico per giornalisti cazzari e per gente che cerca di speculare viscidamente per i propri interessi e, a farne le spese, è sempre e solo il tifoso verace che, stordito, viene spesso manipolato come fosse una marionetta.
Personalmente sono stufo di questi cazzari della carta stampata, delle radio, delle televisioni che prendono a pretesto ogni ipotesi -anche la più fantascientifica- per creare inquietudine ed incertezza.
Ma, oggettivamente, qualcuno ha guadagnato molto con i famosi rumors che si sono inanellate in questi ultimi due mesi. La vicenda Soros, la Inner Circle, gli arabi, i faccendieri made in USA...tutto e di più, hanno procurato tangibili utili circa gli investitori delle azioni Roma anche se poi, la società ha limitato a dire che non c'era nulla di vero e di concreto. Dichiarazione che suona falsa come una moneta di 3 euro: ci sono stati contatti con la Inner così come con la Unicredit.
Il problema relativo al gruppo Sensi è chiaro da tempo e, seppur alienando già asset delle società, il piano debitorio è a forte rischio e la soluzione sarà determinata solo il 30 di questo mese con l'approvazione o meno, sia del piano di rientro che con il bilancio. Il problema è che negli asset dei Sensi risulta esserci anche la società Roma calcio che, indiscutibilmente, dovrà essere venduta in un modo o nell'altro. Ma non perchè i Sensi (che pur vorrebbero per affetto ma anche per interessi) mantenersi questo gioiello (quasi 20 mln di euro di utile) bensì perchè, vendendolo, la Unicredit rientrerebbe di parte della sua esposizione creditizia nei confronti della indebitata Italpetroli.
A questo punto il problema di noi tifosi non è tanto la questione finanziaria della famiglia proprietaria del pacchetto di maggioranza della società, bensì quale sarà il futuro della stessa e quali piani di gestione per l'immediato futuro ci sono.
Nodi da sciogliere in primis (riscatto di Vucinic, rinnovi contrattuali per De Rossi, Aquilani ect, cessioni di Mancini ed altri) ma anche quale campagna acquisti ci aspetta anche se, il duo Pradè-Conti ha fatto, finora, miracoli con la poca disponibilità messa loro a disposizione dalla società.
Eliminato anche l'ultimo rumor che voleva Spalletti in Inghilterra, pensiamo che la società, al momento rappresentata dall'ad Rosella Sensi debba essere chiara con i tifosi giallorossi, emanando un chiaro comunicato che dica quello che la società ha programmato di fare. E' un problema di rispetto verso tutti coloro che hanno assicurato, assicurano ed assicureranno, lealtà tifo e soldi a questi coloro e, che soventemente, ciò significa rinunce e sacrifici in nome di una maglia che amano e onorano da sempre.
Reputo sia corretto -anche se tardivo- un gesto del genere per dare precise indicazioni, per dire cosa poter aspirare e, per denunciare tutti i cazzari che nel piatto Roma ci hanno mangiato.
Noi siamo degni di questo rispetto e lo esigiamo.

sabato 24 maggio 2008

ROMA COPPA N° 9: I CAMPIONI SIAMO NOI




Siamo noi i campioni d'Italia.

Non per il tricolore, assegnato e comprato già da sempre da patron dell'Inter, anche se lo stesso ha tremato fino a 40' dalla fine del campionato orami terminato.

Ma siamo noi non solo per aver vinto la 9° Coppa Italia (raggiungendo la Rubentus) ma per aver demolito le certezze dei nerazzurri che pensavano di scendere all'Olimpico per fare una soiree d'onore.
Il testaccino Mexes, invece, ha demolito questo sogno targato Milano con una rete spettacolare degna del miglior attaccante che la Roma non ha mai avuto.
Raddoppio meritato siglato SuperSimo che, prima di andare agli Europei, si è tolto la soddisfazione di una rete decisiva che ha messo al sicuro il risultato che, a parte una rete di Pelè estratta da un cilindro magico, nulla o poco è riuscita a fare contro la determinazione dei gladiatori di una stagione intera.

La felicità della premiazione e del subito dopo, ha evidenziato molte cose sulle quali ragionare a freddo ma dalle quali sono emerse delle indicazioni istintive.

Innanzitutto la Coppa Italia, per dirla alla Spalletti, non è una coppetta insignificante. In seconda battuta, tutta la squadra (inclusi i partenti) hanno dimostrato di tenere alla maglia giallorossa (penso ad esempio alla gioia di Esposito e Ferrari) e di rispettare il pubblico dei tifosi. Infine, pare che sia stato sancito il cambio al timone della società, con una Rosella Sensi raggiante soprattutto per suo padre, il presidente Franco, al quale pare aver regalata questa ultima soddisfazione prima della cessione della Roma.

Probabilmente nella prossima settimana avremo notizie più circostanziate e le novità che tutti i tifosi si aspettano per vedere al vertice della società, un imprenditore che ha possibilità economiche e nuove idee per la Roma a livello globale, probabilmente verranno alla resa dei conti.

Se sarà così, benvenuto al magnate Soros ma totale rispetto e riconoscenza per una famiglia che, dal 1993 ha saputo gestire alla meglio, questa squadra, questa città e i suoi tifosi regalando scudetto e coppe e gioco che, a livello qualitativo, è stato senza dubbio il migliore espresso in Italia e, in certi momenti, anche in Europa.

La stagione, quindi, termina così come era iniziata e cioè con la conquistata meritata sul campo di un trofeo, in questo caso tra le mura amiche dell'Olimpico e già sono certi due impegni: la Champions League passando per la porta principale e la sfida contro l'Inter della Supercoppa italiana che a settembre vedrà davanti i due schieramenti molto sicuramente ognuno con le sue novità.

Ancora un grazie a questi ragazzi che ci hanno regalato un piccolo grande sogno e, soprattutto, una sportiva vendetta contro chi, immeritatamente, ci ha rubato il tricolore.

Ma, l'appuntamento è solo rimandato al prossimo anno...

domenica 18 maggio 2008

NUN ME SVEJATE


E' un sogno.

A poche ore dall'assegnazione del tricolore contro l'Inter che si batterà, come noi, con una squadra che lotta per la savezza.

Nun me svejate.

Roma è tutt'un foco e se consumeno li riti de la scaramanzia.

Chi c'ha er posto pè vedè la partita in santa pace; chi co le birre; chi preganno; chi idolatranno er campione der core...chi parla, chi se sta zitto.

Tutti in questa granne città se move en punta de piedi per no fasse sgamà.

Le radio parleno, manneno li cori, le canzoni più gajarde che ce ricordeno li momenti magggici de sta Roma nostra, gajarda e tosta.

Chi s'affida ar Padreterno, chi semplicemente all'inferno (pè l'interisti), e tutti, tutti insieme

stamo a pregà che succede.

Un miracolo Madonnina, un miracolo solo.

Vedè n'antra vorta sta città esurtà felice. Riempì piazze, vie e viali, stretti nell'unico amore,

quello giallorosso che stavorta sarebbe più grosso, dell'urtimo colore che c'ha preso ar core.

L'artra volta -nun era mistero- c'era si er phatos quello vero, ma lo sapevamo da tempo

che quel tricolore ce sarebbe stato cucito ner petto.

Mò no: nun era cussì.

Nun ce speravamo proprio più, vedenno i nerazzurri sempre più su.

E invece...amo sperato! amo sognato! amo pregato e bestemmiato.

E li nostri giocatori, belli come er sole, c'hanno rigalato sto momento tanto agognato.

Certo...nun dipenne solo da loro ma l'arti, li brutti, stanno a morì de paura...in du parole se stanno a cagà sotto mentre noi, nun c'avemo ch'esse felici e contenti...e ridenti sognà de arrivà a na cosa inaspettata...

Nun me svejate ancora...

Chiamateme solo si davvero, nel giallorosso delle nostre maje, delle nostre bandiere e striscioni,

c'è sta un tricolore cucito quest'oggi.

Sennò, lassateme dormì...che st'attesa sia dorce pè tutti...

domenica 11 maggio 2008

ANCORA NON CI CREDO!


Quello che neppure i più ingenui ottimisti speravano si è avverato: la Roma vince all'Olimpico contro la Delneriana Atalanta mentre il Siena riesce a pareggiare 2-2 a San Siro mentre ilpopolo nerazzurro pensava già di festeggiare lo scudetto alla penultima giornata.

Un punto ed una partita ancora, ci divide dall'Inter che, ora più che mai, si sente più che pressata dalla nostra presenza.

Questo poteva già dirsi un campionato chiuso, sia per i troppi errori di disattenzione della Roma che, a volte, non è stata cinica e sia per gli aiuti dall'alto concessi alla squadra di Moratti. Ma la magica ci ha sempre creduto ed ha continuato la propria strada senza volersi fermare.

A 90' dal termine di un campionato emozionante, tutto si giocherà al Massimino contro il Catania e al Tardini contro il Parma. Saranno partite vere per tutti e quello che dispiace è a non essere a pari punti con i nerazzurri ma grande è la speranza e la trepidazione che i cuori giallorossi stanno vivendo e vivranno per tutta la settimana entrante.

No parlerò della partita appena conclusa se non per segnalare un ragazzino dal nome Panucci che, ancora una volta, ha dimostrato classe, eleganza, doti atletiche e qualità umane.

La nota stonata è stato vedere un Olimpico scarsamente riempito da tutto quel popolo giallorosso che forse, in questa maniera, ha inteso protestare contro la gestione Sensi circa l'affare Soros.

In democrazia tutto è lecito se resta dentro le regole e, anche se personalmente non concordo con questo sciopero del tifo, tuttavia lo accetto come dimostrazione di una parte della piazza romana e romanista.

Ma adesso, per favore, non svegliatemi...voglio ancora sognare.

giovedì 8 maggio 2008

SFIDA INFINITA


Tra campionati e coppe varie, continua la sfida contro i nerazzurri.

L'Inter pare aver sostituito la Juve -storica nemica degli anni '80- in questi anni 2000. Come da copione la squadra milanese approda alla finale di questa Coppa Italia ed incontrerà proprio la Roma che a Catania, con una squadra più che rimeneggiata, si è guadagnata l'ennesima sfida.

Partita, quella al Massimino, che è stata noiosa ma ha anche confermato la buona presenza del giovane Antunes (sarebbe il caso di sfruttarlo un pò di più) e la solita bocciatura dell'ex enfant prodige di nome Esposito, il quale ha dimostrato di essere troppo fragile per combattere le difficoltà morali di chi fa panchina e, quando chiamato all'appello, sempre delude le aspettative.

Tifosi della magica contenti?

Forse no. Le troppe voci del cambio di gestione societaria hanno influenzato la piazza romanista che da tutto per scontato (incluso questo traguardo 'minore') e che si appresta a vivere un'altra settimana di passione in attesa di veder realizzato il sogno chiamato Soros.

Quarta finale consecutiva da parte della Roma che premia una stagione che, probabilmente, terminerà domenica prossima laddove non battesse l'Atalanta nell'ultima partita all'Olimpico e l'Inter vincesse contro il già salvo Siena.

Resterà un inamovibile secondo posto -per il secondo anno consecutivo- ma con meno differenza punti rispetto a quello del campionato scorso, il sicuro accesso alla Champions del prossimo anno, e questa finale che potrebbe portare il trofeo di Coppa Italia che non deve essere preso come contentino.
Tutti all'Olimpico a salutare i campioni giallorossi domenica e, magari, salutare un miracolo chiamato Siena.

lunedì 5 maggio 2008

SI VIVACCHIA MA...


Insomma, il fatto di essere oggettivamente secondi, di essere la 5a squadra in Europa, di avere un bilancio in attivo, di aver battuto il record dei punti realizzati in un campionato di calcio, di essere in semifinale di Coppa Italia e quanto ne può ancora conseguire, pare essere un risultato quasi indecente per la banda Spalletti che pur ha giocato una media di una partita ogni tre giorni tra Italia ed Europa e spesso con giocatori out per infortunio (da Totti a Perrotta a Juan ect).
Eppure noi tifosi guardiamo solo agli errori commessi in campionato dalla nostra Roma e rimpiangiamo i punti perduti contro l'Inter, la Fiorentina, il Livorno e via dicendo, scordandoci che se l'Inter non avesse goduto dei tanti aiutini da parte degli arbitri, potevamo ancora ammortizzare le nostre disattenzioni ed il poco cinismo dimostrato in alcune partite di campionato.
La verità è che ci siamo anche noi distratti dalle note vicende societarie, dando per scontato il fatto dei risultati acquisiti e chiudendoli nel dimenticatoio delle cose quasi normali e non considerandole come successi raggiunti, e tutto questo solo per essere attratti dal miraggio Soros che, per noi, significherebbe Torres, Huntelaar e via discorrendo: cioè un organico da paura per vincere tutto e subito.
Però non è così. Ammettendo che ci sia il passaggio di testimone tra Sensi e la nuova proprietà, chi è sicuro che l'innesto di campioni di nomi e di immagine, possa assicurare il famoso salto di qualità che tutti noi aneliamo?
Certo: un conto è avere capitali per decidere rinnovi di contratti e poter avere risorse per comprare giocatori senza patemi d'animo, un'altra è dover far quadrare quanto si ha, con una più che oculata campagna acquisti sapendo che ci sono due benefit da pagare a Real e Barcellona e la questione Vucinic tutta da risolvere.
Sui contratti -dando per scontata la partenza sia di Mancini che di Ferrari ed il prestito di alcuni giovani- i nodi da risolvere sono molti ed alcuni urgenti (DDR, Aquilani, Doni su tutti) prima di gettarsi a capofitto nel discorso acquisti dove certi nomi che hanno girato finora, pare non siano sufficienti ad accontentare la piazza romanista.
Dimentichiamo che Pradè/Conti hanno assicurato finora dei buoni risultati pur non avendo molte risorse da gestire e possiamo lontanamente immaginare quanto farebbero avendo a disposizione un portafoglio ad organetto pieno di euro.
Mi spiace tuttavia, che il tifo giallorosso sembra essere già in vacanza, stufo del chiacchiericcio vero o presunto che ha animato queste ultime settimane.
D'accordo che pur a -3 dall'Inter e con solo due turni da disputare, solo l'artimetica ci consente (almeno fino a domenica prossima) di continuare a sperare però, sono certo, che se non ci fosse mai stata l'ipotesi Soros, in questo momento i tifosi romanisti starebbero a fare calcoli su come vincere ancora lo scudetto.
E' la noia che ci uccide...e ci fa perdere i sogni

domenica 4 maggio 2008

TROPPO TARDI?


Siamo a meno tre dall'Inter capolista e mancano solo due giornate. Per il tricolore la Roma dovrebbe vincere sempre e l'Inter perdere una partita e pareggiarne un'altra ma, questa sarebbe pura fantascienza solo a pensarla possibile.
La Roma -di fatto seconda ed in champions con il suo record punti battuto- ha iniziato a perdere il campionato in partite disattente (specialmente contro squadre di caratura inferiore), dove troppe volte non ha saputo trasformare il suo gioco in qualcosa di cinico, come avvenuto oggi a Marassi contro una avvelenata Samp che ha annichilito i giallorossi per tutto il primo tempo dove solo a San Doni deve dire grazie per le stupende parate che hanno fatto restare il risultato sullo 0-0. Poi, nel secondo tempo già maturo, ha siglato il vantaggio con Panucci e messo al sicuro il risultato dopo solo 4' con un bel tiro di Pizarro, per poi chiudere definitivamente sullo 0-3 con Cicinho che ha sfruttato un micidiale contropiede.
Tutto questo mentre i nerazzurri perdevano 2-1 un combattuto derby della Madonnina e si vedevano rimontare tre dei sei punti di vantaggio sui giallorossi.
Sicuro che si apriranno le innumerevoli teorie dei SE e dei MA che spiegheranno, vivisezionandoli, tutti gli errori commessi sia dalla Roma in quelle partite dove poteva (e doveva) vincere, nonché i famosi 'aiutini' che la squadra di Moratti e Mancini, hanno goduto nel corso della stagione.
Si, hanno adesso come non mai, il fiato sul collo ma il periodo dove è possibile sfruttare questo gap psicologico -ammesso che lo tengano- è ridotto al minimo possibile ed è solo aritmetico. Se vogliamo restare realisti, possiamo solo festeggiare la decisa entrata in Champions (soldi buoni per la società), l'aver battuto il record dei punti realizzati in un campionato di calcio, l'aver l'attacco più prolifico senza un vero e proprio goleador di peso e il tutto mentre si attende il ritorno della semifinale di Coppa Italia.
Penso alle pesanti assenze di Totti, Juan, Aquilani, Pizarro, Taddei, Perrotta che durante il campionato hanno pesato enormemente mentre si giocava in Italia ed Europa con il ritmo di quasi una partita ogni tre giorni...
Purtroppo a Roma non abbiamo un San Gennaro al quale rivolgere una supplica per vedere quel triangolino di stoffa tricolore puntato nelle future maglie giallorosse e dobbiamo solo rimanere con i piedi ben piantati per terra in attesa di un futuro che arriverà puntuale.

domenica 27 aprile 2008

DETERMINATA!


Una partita, quella contro il Torino, che ha visto una squadra determinatissima che tanto speravamo vedere anche contro il Livorno. Un tondo 4-1 con tutte le reti siglate in un range di 14 minuti tanto per chiudere la pratica. Se si pensa che la Roma ha anche segnato una rete annullata misteriosamente a Mexes e colpito un palo, possiamo capire che pur senza un centravanti di peso, il gioco di questa squadra premia tutti i giocatori giallorossi che possono andare un gol.

Seppur lo scudetto è andato a tre partite dalla fine del campionato ma con l'Inter sempre a +6, la Roma ha l'obbligo di difendere dalla Juventus, il suo secondo posto e, magra soddisfazione supplementare, vedere la Lazio a -37 punti.

Le voci circa la situazione societaria di eventuale cessione di azienda da parte dei Sensi al gruppo di Mr. Soros, pare non abbia disturbato più di tanto i giocatori che, diligentemente, hanno pensato a mettere subito k.o. i granata per non correre rischi rappresentati da cali di tensione in una domenica particolarmente estiva.

Mancini ha trovato una doppietta (3° e 4° gol) mentre Vucin ha messo al sicuro il primo gol segnato su rigore da Pizarro, raddoppiando dopo soli 6 minuti il vantaggio giallorosso.

Inspiegabile il rosso diretto sbattuto in faccia a Juan che, pur facendo un fallo non cattivo da quasi ultimo uomo sul punteggio di 4-1, è stato invitato su due piedi dall'arbitro, di uscire dal campo.

Tornando alla situazione che più anima ogni discussione -gioco del calcio a parte- pare che questa debba essere la settimana fondamentale per la società per prendere delle decisioni sulla compravendita della SpA Roma calcio anche se, ultimamente, ha diramato comunicati con i quali tende a svilire voci di eventuali dismissioni.

Non resta che rimanere alla finestra e vedere le novità.

domenica 20 aprile 2008

A PRESTO FRANCE'


Un'altra operazione.
Un altro calvario.
Un altro recupero lungo e doloroso.
Ecco riassunto il nuovo infortunio al nostro capitano durante quel maledetto Roma-Livorno che ci ha fatto perdere le speranze di vincere il tricolore.
4 o 5 mesi per il recupero, forse meno, conoscendo la caparbietà di Francesco Totti che di questa Roma, di Sensi, o degli arabi o degli americani, è sempre e resterà il faro che illumina ogni cosa.
Ho evitato di commentare l'ultima gara, deludente sotto ogni punto di vista, perchè troppo amareggiato e intristito dall'esito finale che ci dichiarava, fuori dalla lotta scudetto.
Ho evitato pure di commentare gli avvenimenti relativi alla cessione (o quanto meno alle voci che circolano con insistenza da tempo sulle sorti della società ASRoma) per non alimentare la confusione che regna nella capitale tra speranze e scetticismo, tra gioia e malinconia.
Però, per il capitano della Magica, non posso esimermi di scrivere qualcosa. Totti è forte come atleta e come uomo e sappiamo tutti che continuerà a lottare per i colori da lui amati da primo tifoso, da unico capitano, da campione qual'è.
L'intervento -si legge- è riuscito bene e Francesco già è proiettato verso il futuro lui, che di questo scorcio di campionato e coppa Italia, non ne può più far parte.
Dovrà essere la squadra tutta ad onorare queste ultime partite per lasciare i propri tifosi con la sensazione che il gruppo sia ancora compatto e determinato a dimostrare la sua voglia di vincere, per onorare la maglia che indossa e che tante persone fa palpitare.
Ma gli auguri veri, sinceri, sono solo per Totti campione: che ci regali ancora le sue magie, il suo orgoglio, il suo amore per questa squadra e questa città che merita, insieme a lui, di vincere ancora e ancora...
Forza Francesco!

mercoledì 16 aprile 2008

PER NIENTE FACILE

Dura anche questa Coppa Italia.
Si pensava di ipotecare la finale battendo implacabilmente il Catania ma così non è stato.
La chiave di lettura è Roma-Cagliari 1-0 gol di Totti.
Un primo tempo da dimenticare che ha avuto solo il pregio di farci capire che Esposito non è da Roma e che ha sprecato anche questa chance dove doveva dimostrare il suo valore che pare aver smarrito.
Per vincere Spalletti ha dovuto cambiare la squadra che aveva sostenuto un pesante turn over e, solo allora, ha preso in mano le redini dell'incontro. Certo che si doveva vincere in modo più significativo e, invece, al Massimino dovremo proprio sudarcela questa benedetta finale.
Una cosa mi è parsa di vedere: un certo equilibrio si è rotto in questo finale di campionato e lo si capisce dagli automatismi che non funzionano più come prima; dal nervosismo che è esploso tra Doni (uomo fino a quel momento calmissimo) e Panucci e che non si è ricomposto; dal caso Mancini che non si 'offre' ai tifosi davanti a Trigoria per firmare gli autografi; all'aspetto societario che naviga a fari spenti nell'eventuale trattativa con Soros; alla piazza che percepisce tutto questo e che vorrebbe, invece, la società già pronta a fare trattative per portare nella capitale il meglio che c'è per continuare a vincere...
Certo non è che un Roma-Catania abbia scatenato tutto questo ma i 15000 tifosi presenti, in una semifinale seppur non di cartello, ci pare un segnale evidente di disaffezione fin tanto alcuni punti non vengano chiariti.
Vedremo se a Catania, la squadra riuscirà a forzare il blocco siciliano per giungere alla finale e strapparci un sorriso...

Sempre FORZA ROMA!

domenica 13 aprile 2008

DAJE ROMA DAJE


E' stata tosta battere questa Udinese vogliosa di Champions. Alla fine, possiamo tirare il classico sospiro di sollievo: 3 punti guadagnati e, in attesa della partita di questa sera, di nuovo a -1 dall'Inter che se la vedrà con la Fiorentina.
Una Roma che ha ritrovato Totti (ancora con la forma da recuperare però sempre iluminante) e che con Vucinc, Taddei e Giuly (tutti hanno raggiunto quota 6 gol con le reti siglate ad Udine) hanno chiuso la pratica con i friulani che pure erano passati in vantaggio con Di Natale -tutt'altro che giallorosso- ma che avevano di fronte una squadra più che motivata, dopo l'eliminazione dall'Europa del calcio. Con nervi scoperti e determinazione (evidenti segnali ci sono stati nella lite tra Doni e Panucci che, forse, avrà degli strascichi) i giallorossi si sono saputi ritrovare dopo un attimo di smarrimento dovuto al fatto di saper di dover recuperare lo svantaggio per non perdere altri punti dalla capolista. Così è stato anche per gli oltre 2000 tifosi che hanno raggiunto la lontanissima Udine, macinando km...
Ci piace aver vinto anche se il successo sarà maturo del tutto quando alla fine del 90' del posticipo, conosceremo il risultato acquisito dalla nostra rivale di questi tempi. Tutti a gufare davanti allo schermo tv, insomma, nella speranza di veder recuperati più punti possibile dei tre finora acquisiti.
Trema Inter...la Roma non molla!
Sempre FORZA ROMA!